domenica 29 dicembre 2024

LA CASA DELLE LUCI

 



Letto in tre giorni, ritrovare Pietro Gerber, è sempre un piacere quasi famigliare.
Carrisi non delude mai, porta il lettore a voler avidamente leggere anche la pagina dopo e quella dopo ancora. mai banale, mai scontato, anche quando pensi che avresti potuto arrivarci, fino a quando non te lo dice lui mica ci arrivi, nemmeno ci pensi.
Le emozioni dei personaggi le vivi e vedi perfettamente le loro espressioni, rimane sempre tutto in gioco fino alla fine e qualche brivido sulle braccia e sulla schiena il nostro Donatino, li regala sempre.
Avevo il blocco del lettore, ogni volta che leggo e scrivo sul blog è Natale, ma per fortuna sono sempre soddisfatta poi delle mie scelte letterarie.


Nella grande casa spenta in cima alla collina, vive sempre sola una bambina… Si chiama Eva, ha dieci anni, e con lei ci sono soltanto una governante e una ragazza finlandese au pair, Maja Salo. Dei genitori nessuna traccia. È proprio Maja a cercare disperatamente l’aiuto di Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, l’addormentatore di bambini.
Da qualche tempo Eva non è più ­davvero sola. Con lei c’è un amichetto immaginario, senza nome e senza volto. E a causa di questa presenza, forse Eva è in pericolo.
Ma la reputazione di Pietro Gerber è in rovina e, per certi versi, lo è lui stesso. Confuso e incerto sul proprio destino, Pietro accetta, pur con mille riserve, di confrontarsi con Eva. O meglio, con il suo amico immaginario. 
È in quel momento che si spalanca una porta invisibile davanti a lui.
La voce del bambino perduto che parla attraverso Eva, quando lei è sotto ipno­si, non gli è sconosciuta.
E, soprattutto, quella voce conosce Pietro. Conosce il suo passato, e sembra possedere una verità rimasta celata troppo a lungo su qualcosa che è avvenuto in una calda estate di quando lui era un bambino.
Perché a undici anni Pietro Gerber è morto.
E il misterioso fatto accaduto dopo la sua morte ancora lo tormenta.



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