E' stato difficile odiare o amare il protagonista, è stato difficile immaginare i luoghi, le scene, perchè per l'immaginario popolare, il bambino è innocente, il bambino è una vittima.
In qualche modo lo è anche in questo libro, ma sempre offuscato dal mistero e dal non sapere mai, fino alla finr, dove stia la verita.
E' un susseguirsi di domande per il lettore, che mai trova una risposta definitiva o soddisfacente... sempre in bilico su un sacco di forse e ma... ma bisogna andare avanti a leggere e capire e farsi stupire.
Teddy è un dolce bambino di cinque anni, intelligente e curioso, che ama disegnare qualsiasi cosa: gli alberi, gli animali, i genitori e, occasionalmente, anche la sua amica immaginaria, Anya, che dorme sotto il suo letto e gioca con lui quando è da solo. Ma ora a occuparsi di lui per tutta l’estate c’è Mallory, la nuova babysitter. I due si sono piaciuti fin dal primo incontro, tanto che il signor Maxwell non ha potuto opporsi all’assunzione della ragazza, che nonostante la giovane età ha dei difficili trascorsi con la droga.
All’apparenza tutto è perfetto: i Maxwell sono gentili e comprensivi, la loro casa sembra uscita direttamente dalla copertina di una rivista e le giornate sono scandite da una routine serena, che comprende giochi, pisolini e bagni in piscina. Fino a quando i disegni di Teddy cominciano a cambiare, diventano sempre più strani, cupi, quasi macabri e rivelano un tratto decisamente troppo complesso per un bambino di quell’età.
Che cosa sta succedendo? Per Teddy è colpa di Anya, è lei a dirgli cosa rappresentare e a guidare la sua mano. Qualcosa non va e, anche se può sembrare una follia, solo Mallory può scoprire la verità prima che sia troppo tardi

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