L'uomo che nella sua sofferenza cosí centellinata e ricercata mi fa sentire non da sola, per come ho bisogno, in alcuni momenti, di essere inondata dai miei pensieri, che sono sereni ma anche tristi, sono di bilancio e osservazione del mondo, so prendere le cose con leggerezza ma poi ho bisogno, come Pavese, di analizzarli e anche di renderli piú tristi del dovuto, non mi importa, in quel momento io sto bene e mi sento me stessa.
Sono stata spensierata un tempo, non cercavo la motivazione per ogni cosa, prendevo ció che arrivava con gioia, cercavo l'amore, quello che ho sempre visto nelle serie tv, quello che attraversa tutte le difficoltà per trovarti.
Ho capito con il tempo, che quell'amore siamo noi, noi possiamo crearlo per noi e solo dopo per qualcun'altro.
Cesare, nella tua profondità , nei tuoi pensieri dolorosi, non sei solo, hai lasciato la tua eredità a noi, noi pensierosi, che la capiamo benissimo e la usiamo per cullarci.
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