venerdì 16 dicembre 2022

CASA E' DOVE FA MALE di Massimo Cuomo

 Nella mia esperienza da lettrice una cosa mi è molto chiara, ciò che leggi deve soddisfare un tuo bisogno o una tua ricerca personale.




Massimo Cuomo in questo libro, seppur tristemente, ha aiutato la mia ricerca, capire altre vite, sentire altre sofferenze, scoprire che non sono sola nella sofferenza di alcuni giorni, di alcune azioni, di alcuni pensieri, che non sono sola quando penso che dovrei prendere delle decisioni ma non ho abbastanza coraggio e allora scelgo di rimanere ferma lì dove sono, dove fa meno male... anche se fa comunque male.

"Casa è dove fa male" parla di persone, di vite vere e normali, che hanno momenti di serenità alternati a momenti molto più lunghi di tristezza e indecisione.

 La vita fa paura, i cambiamenti fanno paura, le persone fanno paura ma in qualche modo si deve andare avanti, seppur cadendo o sbagliando.

Le persone che incontrerete nel libro fanno sorridere, spesso in maniera poco felice perchè in quel sorriso che ci portano c'è molta amarezza, quella di una realtà scelta ma non veramente voluta.

In questo libro ci ho trovato molta realtà, poco vittimismo e nessuna traccia di famiglia perfetta... e menomale... qualcosa può sempre far male pur funzionando, poi qualcosa può fare male ed essere deleterio... nulla è giusto o sbagliato... basta starci bene... ma è nel momento in cui non stiamo più bene che dovremmo fare qualcos'altro ma ovviamente, nelle quattro mura di casa, non è sempre così automatico.


Dalla nebbia della periferia di Mestre, come in un flusso di coscienza, in una rivelazione privata, emerge la voce di questo palazzo di quattro piani che ci confessa le abitudini di chi lo abita. Una carrellata letteraria, un distillato poetico dei guai e dei guasti, delle colpe degli inquilini che degenerano in atteggiamenti di squilibrio e oscenità, in collisioni violente e passioni eccessive. Il lettore gode della seducente occasione di spiare nelle case degli altri. E, con la cadenza ritmica del miglior pettegolezzo, anche il condominio cede a una natura quasi umana, lasciandosi andare al giudizio, esprimendo opinioni con tono sentimentale mentre ci descrive chi lo popola in un affresco intimo dell’umanità e dei suoi peccati capitali. Uomini e donne così lontani eppure così vicini alla colonia di topi che vivono nel sotterraneo e che, per una misteriosa ragione, penetrano nelle abitazioni di notte, si addossano ai loro corpi addormentati. Un romanzo da leggere con la lentezza con cui viene narrato: una parola alla volta, come in una confessione religiosa. Una storia che in qualche modo ci riguarda tutti e che, mostrandoci per quello che siamo, ci offre l’unica possibilità di salvezza: ammettere – per amare o tentare di correggere – la nostra natura imperfetta.

mercoledì 14 dicembre 2022

CATTIVE di Camila Sosa Villada

 



Se cercate un racconto di vita vera che insegni anche qualcosa a noi, poveri umani che si lamentano per nulla, questo è il libro giusto.

Camila nasce maschio, ma come ogni storia di trans che si rispetti non è felice nei propri pantaloni, da qui una vita difficile, fatta di poco amore e molta tristezza, una vita fatta di scelte obbligate e di incontri dal sapore dolce e amaro, ma fatta anche di amicizia e di aiuto reciproco, perchè chi una famiglia non l'ha mai avuta, sa cosa voleva, sa quanto amore avrebbe voluto avere e dare e allora la tua famiglia la crei con le tue amiche, con chi con te, condivide lo stesso dolore e la stessa vita scalfita dal freddo delle notti di sesso senza amore, di un uso qualunque del proprio corpo.

Io sono rimasta affascinata dai dialoghi e dalla descrizione dei personaggi a cui mi sono affezionata e che pensavo, alla fine del libro, di conoscere... per non parlare della conclusione, dove ho sofferto con Camila e le sue amiche.

Per chi vuole tante emozioni umane questo libro è la scelta giusta, ma attenzione... NO AI BIGOTTI.. come sempre ovviamente

Profonda umanità

Il primo germoglio delle Cattive risale al 2014, a una splendida e commovente TedX in cui Camila Sosa Villada ha raccontato per la prima volta la sua esperienza nella zona rossa del Parco Sarmiento, e l’incontro salvifico con il gruppo di donne trans che l’avrebbe adottata: "Con loro ho imparato a dare un valore e un prezz.o al mio corpo. Con loro ho imparato a difendermi e a guardare due volte una persona, prima di emettere un giudizio. Non sarei qui, oggi, se loro non mi avessero aiutata e difesa dai clienti e dalla polizia".


Le cattive, leggi l’incipit

"La notte è profonda, gelida sul Parco. Alberi molto antichi, che hanno appena perso le foglie, sembrano supplicare il cielo con una richiesta indecifrabile eppure vitale per la vegetazione. Un gruppo di trans fa la solita ronda. Camminano protette dalla boscaglia. Sembrano parte di uno stesso organismo, cellule di uno stesso animale. Si muovono così, come fossero un branco. I clienti passano in auto, diminuiscono la velocità quando vedono il gruppo e, fra tutte le trans, ne scelgono una che chiamano con un cenno. La prescelta risponde all’appello. Così è, notte dopo notte. Il Parco Sarmiento si trova nel cuore della città. Un grande polmone verde, con uno zoo e un parco divertimenti. Di notte si fa selvaggio. Le trans aspettano sotto i rami o davanti alle auto, portano a passeggio il loro fascino nella tana del lupo, davanti al monumento di Dante, la storica statua che dà il nome all’avenida. Ogni notte le trans riemergono da quell’inferno di cui nessuno scrive, per restituire la primavera al mondo. Insieme al gruppo di trans c’è una donna incinta, l’unica nata femmina fra tutte loro. Le altre, le trans, hanno trasformato sé stesse per diventarlo. Nel clan delle trans del Parco, quella diversa è lei, la donna incinta che ripete sempre lo stesso scherzo: toccare di sorpresa le trans in mezzo alle gambe. L’ha appena rifatto e tutte ridono a crepapelle. Il freddo non ferma la loro carovana. Una fiaschetta di whisky passa di mano in mano, strisce di coca visitano a uno a uno tutti i nasi, alcuni enormi e naturali, altri piccoli e rifatti. Ciò che la natura non ti dà, te lo presta l’inferno. Lì, in quel Parco vicino al centro della città, il corpo delle trans prende in prestito dall’inferno l’essenza del proprio fascino".

domenica 27 novembre 2022

FELICI I FELICI di Yasmina Reza




E' il mio periodo di ricerca e introspezione, non solo su di me, ma sugli altri, i sentimenti, le emozioni, il senso della vita e del nostro percorso, del mio percorso, che spesso perdo, che poi ritrovo, con cui vado d'accordo e lo guido ... altre volte ,stanca, mi faccio trascinare dagli eventi.

Questo libro entra nelle case, nelle anime di alcuni personaggi, che poi siamo noi, perchè in alcuni pensieri ci rispecchiamo.

Personaggi in cerca di felicità, di serenità, di senso... alla ricerca di qualcosa, che spesso non può essere definito, la disperazione in alcune vite, l'insoddisfazione di altre e poi i pochi felici.

Dal libro: "Essere felici è un talento. Non puoi essere felice in amore se non hai talento per la felicità"

L'autrice riesce a mettere a nudo i personaggi, ti divora con la sua umanità e ci mette davanti a ciò che ci fa più male, il sottile confine tra felicità e ricerca di essa.

Con questo libro pensi, ma lo chiudi se è in quel punto che ti ritrovi e sai che non ti piacerà, ma serve da terapia o da inizio per una bella lettura piena di realtà, certo serve anche sognare ma questi libri che ti portano con i piedi a terra mi fanno sentire viva.


Con una scrittura di acuminata precisione, capace di muoversi tra i registri più vari, Yasmina Reza è abilissima nel far affiorare, appena sotto la superficie smaltata delle apparenze, solitudine e violenza, disperazione e risentimento; e riesce a condurre la danza dei personaggi di questo romanzo - mogli inquiete e mariti perplessi, amanti insoddisfatte e libertini mediocri, giovani in fuga dalla vita e vecchi abitati dalla morte - senza mai allontanarsi dalla lucidità intransigente di chi cerca di dire senza orpelli qualcosa che è.



Canzone: Heat waves dei Glass Animal

giovedì 24 novembre 2022

IL MIO CUORE UMANO di Nada Malanima



Prima di tutto... solo arrivata a metà libro e per puro caso, perchè volevo vedere come fosse questa autrice con la chioma rossa sin da bambina, scopro che chi scrive è Nada, la famosa cantante dell'epoca dei miei genitori, sono rimasta a bocca aperta perchè non sapendo chi fosse, quando ho cominciato il libro, non sono stata influenzata sul giudizio della storia e mi è piaciuta tanto, quasi mi sono sentita catapultata nella mia di infanzia.






Sicuramente non siamo coscritte, quindi il periodo raccontato non coincide, ma io mi sono rivista molto nelle sue descrizioni di bambina, nelle sue emozioni e in alcune vicende famigliari.

Anche io pensavo di diventare suora, l'ambiente della chiesa mi è sempre piaciuto e mi infondeva una calma incredibile, dovete comunque leggere quello che lei scrive, perchè lo scrive con una semplicità disarmante tanto da farti sentire lì, accanto a lei.

Anche io, da piccola, pensavo molto al significato della morte, e cercavo risposte senza risultati, è purtroppo spesso un argomento tabù da trattare con i bambini, ma in effetti sono loro la fonte più grande di domande. Mi faceva anche paura come argomento quindi sì, volevo sapere ma spesso cercavo di non pensarci... con scarsi risultati...

Ero anche io un po' solitaria, ma a differenza sua, stavo molto con i bambini, giocavo molto con mio papà ma i tempi erano diversi e si socializzava sicuramente di più.

Dove però, mi sono completamente rispecchiata era con il rapporto con sua madre, difficile, cercato, agognato, amato ed odiato.

Una mamma depressa o con esaurimento, per un bambino, non è mai facile da gestire... ci sono i momenti buoni che prendi con tutto l'entusiasmo possibile e che cerchi di farti bastare, li godi in maniera completa, come le gocce centellinate di acqua nel deserto... poi ci sono i momenti difficile, di una fragilità enorme, dove il rapporto manca, dove non hai appoggio, carezze o baci, dove non hai la sua voce a calmarti ma solo rabbia o apatia.

Mia mamma non è stata facile da gestire emotivamente parlando... forse ora che ho quasi 40 anni si.. ma ancora su alcune cose ci rimango male.. quindi penso che mai ci faremo lo scudo adatto per queste cose.

Il libro di Nada, della sua infanzia, della sua famiglia, è stato completamente immersivo e di una dolcezza incredibile. il titolo è proprio centrato in pieno, lì c'è tutto il suo cuore che ha toccato inevitabilmente e per sempre il mio... ho avuto la fortuna di leggerlo nel momento giusto e mi ha dato qualcosa di incredibile, di vero, ho rispolverato ricordi, alcuni belli, altri meno ma mi hanno fatto stare bene, mi hanno fatto emozionare, sono stata scaldata da atmosfere passate e molto coinvolgenti.. pensavo davvero di essere lì, in quel piccolo paesino con lei e di conoscere tutte le persone che hanno segnato la sua vita... e wow che memoria,,, si ricorda tutti i nomi

Grazie Nada, bellissimo diario del tuo cuore umano.




"La storia di ognuno di noi ha una sua strada, un destino che ci sfugge. Io spesso ho percorso la mia strada e sfidato il destino inconsapevolmente. Il mio cuore umano per me è la memoria, non il passato, il passato è morto, mentre la memoria è viva, sempre viva e si arricchisce continuamente di vita”. Nada Malanima


Canzone: Il cuore è uno zingaro di Nada



mercoledì 23 novembre 2022

ELLIE ALL'IMPROVVISO di Lisa Jewell



Ellie all'improvviso non è solo un thriller, ma un viaggio nelle menti dei protagonisti, vite e personalità molto diverse, che in qualche modo si incontrano e si influenzano le vite a vicenda fino a cambiarle profondamente... e non sempre in positivo.

Con questo libro, da mamma, ho smesso di respirare, pensando alla cosa peggiore per un genitore... perdere un figlio e per anni non sapere come, quando e perchè ... le domande che ossessionano la protagonista sono continue e nonostante tutto va avanti, certo in modo meccanico, in una vita quasi distaccata, ma come biasimarla.

Anni ed anni senza sapere... per poi trovare qualche pezzo del puzzle e ricomporlo.. fino a scoprire la verità
Un'orrenda verità ma pur sempre un qualcosa su cui finalmente chiudere un capitolo, piangere e disperarsi... ma forse anche un nuovo inizio.

Leggere poi la motivazione per cui Ellie è scomparsa... mi si è fermato il respiro

Ma lascio a voi la scoperta... io vi dico che ho apprezzato tantissimo questo libro che però lascia il segno.. soprattutto se siete genitori

Laurel Mack ricorda bene com’era la sua vita dieci anni prima, quando aveva tre figli anziché due: un accumulo di faccende da sbrigare, crucci e bollette scadute. Una vita che, con il senno di poi, le appare assolutamente perfetta. Perché una mattina, sua figlia Ellie, la figlia prediletta, quella con cui andava maggiormente d’accordo e di cui era più orgogliosa, era uscita di casa e non era più tornata. Da quel giorno di maggio del 2005 in cui Ellie è svanita nel nulla, non ci sono stati sostanziali sviluppi nelle indagini sulla sua scomparsa. Felpa nera con il cappuccio, jeans sbiaditi e scarpe da ginnastica bianche, Ellie era una qualsiasi adolescente con uno zainetto in spalla quando è stata avvistata l’ultima volta in Stroud Green Road, alle dieci e quarantatré del mattino: da quel momento le sue tracce si sono perse nel nulla, al punto che persino la polizia si è rassegnata e ha liquidato il caso come la fuga da casa di una ragazzina ribelle. Dieci anni dopo, Laurel sta provando a fare i conti con questa incomprensibile verità. Paul, il suo ex marito, ha una nuova compagna e i suoi due figli, Hanna e Jake, sono andati a vivere altrove. Tutti sembrano andare avanti, tutti sembrano essersi fatti una ragione della scomparsa di Ellie, tranne lei. Finché un giorno, in un bar, la sua attenzione viene catturata da un affascinante sconosciuto. Occhi grigi, capelli brizzolati e scarpe eleganti, l’uomo ordina una fetta di torta, prende posto nel tavolo accanto al suo e le rivolge un ammaliante sorriso. Inaspettatamente, Laurel sente qualcosa che si scioglie dentro di lei, un barlume di speranza. Che questo incontro rappresenti una seconda occasione di felicità? Floyd, questo il nome dello sconosciuto, non esita a invitarla a cena e, poco dopo, a presentare a Laurel le sue due figlie, avute da due diverse relazioni. Ma dinnanzi alla più piccola, Poppy, di nove anni, Laurel resta senza fiato: la bambina è infatti il ritratto di Ellie. La stessa fronte spaziosa, le palpebre pesanti, la fossetta sulla guancia sinistra quando sorride. All’improvviso, tutte le domande rimaste senza risposta che hanno tormentato Laurel per anni tornano a galla. Perché guardare quella strana bambina è come guardare sua figlia? Cosa è successo veramente a Ellie? È davvero scappata di casa, oppure c’è una ragione più sinistra per la sua scomparsa? Ma soprattutto, chi è Floyd davvero? Attraverso una prosa serrata, che non perde mai il ritmo, Lisa Jewell consegna al lettore un thriller mozzafiato, dalla suspense travolgente. Una storia dove niente è quello che sembra e tutte le certezze della vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.


Musica: A COSA SERVONO LE MANI di Umberto Tozzi
 

martedì 22 novembre 2022

LA STIRPE E IL SANGUE di Lorenza Ghinelli



Non sempre trovo libri che divoro in un giorno, pagine che scorrono da sole, ma questo libro ti cattura parola dopo parola, illustrazione dopo illustrazione, l'ho amato fin da subito... pensate che l'avevo cominciato per noia e perchè lo vedevo nella libreria già da un po'.... mi sono dovuta ricredere... quello che avevo in mano non era un libro qualsiasi, non riportava i soliti clichè della mamma con i suoi figli o del figlioletto un po' fragile.

Ho trovato tutto tra queste pagine, horror, qualche schizzo di sangue, leggende, streghe, famiglia, amore, combattimenti, credenze religiose ed esoteriche, per non parlare dei disegni che illustrano perfettamente ciò che si legge.

Lo consiglio per chi vuole leggere velocemente qualcosa di molto intenso.

Dal mio profilo IG
Anno 1442. L’esercito ottomano al comando di Murad II irrompe in Valacchia devastando i villaggi. Tra le capanne divorate dalla violenza nasce Radu, un bambino affetto da una rara forma di anemia che riuscirà a sopravvivere solo grazie alla caparbietà di Maria, sua madre, e a quella della sorella Anna. I tre sfuggono all’invasione rifugiandosi nella foresta, ma l’efferatezza dei lupi e degli orsi impallidisce dinnanzi a quella degli uomini. Anna e Maria si trovano così costrette, per resistere, a infrangere ogni regola, e insegneranno a Radu un’ostinata resistenza e una ferocia che ha l’impudenza di rivelarsi necessaria. La loro è la storia di un esilio, e di una scalata che rovescia il potere affogandolo nel suo stesso sangue. La sopravvivenza come codice morale, l’amore come unica gomena. E a legarli, sopra ogni cosa, il rito del sangue che Maria insegna a Radu e che lo tiene in vita, unendo così il suo destino di giovane uomo alla leggenda che porterà Vlad l’Impalatore, meglio noto come Dracula, a imporsi nell’immaginario collettivo.

Non mi viene in mente nessuna canzone da avvicinare a questo libro 😂😂😂






 

lunedì 21 novembre 2022

LACCI di Domenico Starnone




Il primo post lo dedico a questo libro... perchè l'ho cercato e letto, nel momento in cui, mi serviva nella mia vita.

I libri, per chi li ama, sono fidati compagni di viaggio e come la musica, spesso chi li scrive, sembra che sappia quello che proviamo o comunque è come se l'avesse vissuto con noi... questo ci fa capire come spesso siamo vicini ad altri essere umani, anche estranei, più di quanto pensiamo.

Starnone sapeva come mi sentivo lacerata ... mentre il mio matrimonio finiva.

Sapeva con quanta fatica porti avanti qualcosa che è già morto... ma a cui ti attacchi come fosse l'unica fonte di ossigeno mentre affoghi lentamente.

In Lacci un matrimonio finito e pieno di rimpianti e odio va avanti nonostante tutto, per i figli, per l'opinione degli altri, per la società, perchè nonostante gli anni del progresso, un divorzio, una separazione con figli, è un fallimento per l'opinione pubblica, un aver gettato la spugna, un aver fatto figli senza pensarci, ti marchia come una lettera scarlatta,,, probabilmente sono solo i nostri sensi di colpa e agli altri non gliene frega ma io quegli sguardi li sento ancora addosso e sembra catrame che non si stacca, che brucia e porta via pezzi di carne viva.

Ci sono cose, giuste o sbagliate che siano, che ci porteremo dietro per tutta la vita, decisioni prese nel passato e amate o rimpiante che segneranno non solo la nostra vita ma anche la vita delle persone che amiamo, che odiamo e che ci circondano, come un battito d'ali,,, dio solo sa cosa vorrei aver voluto dare ai miei figli.. tutto il contrario di quello che ho fatto... 

Lacci mi ha vomitato addosso tutte quelle sensazioni che vorrei cancellare,, ma non posso scappare, e proprio per questo gli dedico il mio primo post... non scappo, ti guardo in faccia e lo ammetto... mi hai annientata.

Dal mio profilo IG
Lacci ti entra dentro e non se ne va... ti squarcia... quali sono le forze sotterranee che tengono insieme legami ormai slegati? Cosa succede nel tentare di rianimare qualcosa di morto? Cosa siamo disposti a sacrificare? Fughe, ritorni, fallimenti... tocchi il fondo e poi risali... ma l’autore fa mancare il respiro ad ogni riga... e divori le pagine... poi ti si offusca la vista... poi ricominci a leggere per capire... per sentire quel rumore maledetto di un vetro che si rompe e graffia la pelle insanguinata.. #lacci mi è arrivato nelle viscere...


"Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie". Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.



CANZONE Closer dei THE CHAINSMOKERS